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Il Nazionale: l’arte di raccontare la bontà del territorio

Il Nazionale: l’arte di raccontare la bontà del territorio

Care followers e cari followers,

Ogni volta che la mia famiglia ed io passiamo per Limone, non possiamo fare a meno di fermarci nel nostro ristorante preferito: vi avevo parlato de “Il Nazionale” qualche tempo fa, in questo articolo: se ve lo siete perso, dateci un’occhiata!

Il Nazionale, che per l’esattezza si trova nel piccolo paesino di Vernante, è una vera e propria eccellenza nel campo della ristorazione: se passaste da queste parti, sarebbe un vero delitto non fermarsi qui per cena!

La settimana scorsa ho avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con l’affabile titolare Christian Macario e lo chef siciliano Fabio Ingallinera, che mi hanno colpito soprattutto per la genuina passione che entrambi riversano nel mondo della ristorazione: la ricerca delle materie prime, l’accurata scelta dei vini, insomma tutto ciò che serve per rendere speciale la serata dei propri clienti.

Per prima cosa Christian ci ha illustrato lo spumante che ci è stato servito al tavolo, esaltandone l’eleganza e la finezza. Personalmente, non ho mai bevuto uno spumante così buono: meglio dello Champagne! 

Ha mai pensato di scrivere un libro?” chiede Alfredino, estasiato dalle capacità descrittive di Christian. “No dai, non ne so abbastanza!” risponde con un sorriso Christian, probabilmente conscio di aver appena mentito per pura umiltà.

“La ristorazione di alto livello – prosegue Christian, “intercettato” dalla sottoscritta a fine serata, “si presenta in maniera troppo didascalica, priva di empatia con il clienta: la mia idea è quella di proporre piatti gourmet, frutto di incessante ricerca sul territorio, raccontandone l’essenza con sincerità, calore umano. Un po’ come in osteria!

“Sono venuto a Il Nazionale quattro anni fa – aggiunge lo chef Fabio Ingallinera – e insieme ai titolari abbiamo ulteriormente approfondito la ricerca delle materie prime del nostro territorio: per fare un esempio, tutte le erbe e i fiori che mettiamo dentro ai piatti, dal finocchio selvatico al fior di vaniglia, piuttosto che la menta, sono selvatici: li troviamo qua, a meno di un chilometro.

Anche la carne, il pesce e i formaggi sono “a chilometro zero”, come spiega lo chef. “La carne, come quella di pecora, proviene da famiglie locali, che non allevano intensivamente il bestiame, ma addirittura hanno numeri limitatissimi di capi. Cuciniamo principalmente pesce d’acqua dolce, perché è questo che offre il territorio, ma da buon siciliano mi piace provare ad associare le tecniche di cottura e lavorazione del pesce di mare a quello d’acqua dolce.”

Partiamo dalle ricette dei nonni – conclude Fabio – e le elaboriamo esaltando il più possibile i sapori delle materie prime.”

Cari amici e care amiche, non c’è ristorante al mondo che meriti una Stella Michelin più de Il Nazionale! Personalmente, scriverò per far sì che gli venga consegnato questo importante riconoscimento! Provate Il Nazionale, e sono sicura che, a fine serata, sarete d’accordo con me!

 

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