Anna: un viaggio verso il futuro!

Anna: un viaggio verso il futuro!

Cara Anna, basta con Annina, oggi è per te un giorno importante che segnerà il tuo futuro di donna.

Hai scelto di andare a studiare all’estero per crescere e migliorarti.

Che dire, da mamma le emozioni che mi frullano dentro da quel giorno, quella cena in cui con semplicità hai chiesto: papà e mamma posso fare un’esperienza all’estero? Come dirti di no.

Tu da ragazza responsabile, diciamocelo anche troppo fin da bambina, sai cosa vuol dire mantenere un figlio all’estero. Ma come dirti di no. Una figlia che da un punto di vista scolastico non ha mai dato un problema: forse quasi noia! Scherzo perché io i tuoi voti non sapevo neanche come fossero scritti.

Si può rinunciare a tutto per darti quello che ti sei guadagnata sempre sul campo.

Farti delle lodi pensando dal tuo primo giorno d’asilo dove, dopo due mesi eravamo già in ospedale con problemi respiratori e di allergia, le tue varie allergie dove all’inizio non si capiva molto.

Chiedevi di avere i disegni fatti a scuola per non perdere il lavoro (matta, no semplicemente Annina),

Ma posso solo dire comunque Santo Gaslini per come ci ha assistito allora e in tutti gli anni successivi!!! Ed oggi a 24 anni hai ancora problemi allergici con cui ormai convivi.

A tre anni sapevi già riconoscere e dosarti i farmaci e soprattutto percepire quando ti sarebbe venuto l’attacco e dovevamo fare l’adrenalina.

La scuola è stata sempre per te una curiosità, una scoperta non un peso.

Mai ho dovuto dirti: Annina fai i compiti, li avevi già fatti. Posso dirlo con orgoglio il “dieci” per te era normale. Meno in ginnastica e lì si che ti sei impegnata e tanto.

Che fossi tosta si era capito. Perché lo volevi anche lì. Ma allora con il cortisone che dovevi prendere le tue forme fisiche erano un po’ più arrotondate e la ginnastica era più faticosa per te che per altri bimbi.

Ma hai voluto farla anche fuori scuola, casualmente con una Maestra con cui facevamo le gare di ginnastica artista, Daniela Senarega, e tanto tanto impegno fino a che il Professor Piana ha dovuto darti un “dieci” per la razionalità e l’impegno che ci mettevi.

Anna, ricordo ogni attimo dal tuo primo respiro, da quando ti hanno coricata su di me quel 15 agosto alle 4.20 di mattina dove il mitico ed insostituibile Prof. Sandro Trasino aveva sentenziato (rompono un po’ i coglioni i suoi figli ahahah) e tu hai sgranato gli occhi a pochi centimetri da me scrutandomi attentamente.

Avrai pensato, mio ingegnere: ma è questa qui la mia Mamma, va beh teniamocela!

Sai, la mia apprensione che negli anni si è sciolta ma non troppo, è data dal mio storico di vita.

Sì perché ognuno di noi ha uno storico che prende dai suoi genitori.

Non so come capiti, ma i miei sono stati particolari. Mamma Marisa un donnino fragile, intelligentissimo, innamoratasi di un uomo sicuramente figo, capace ma diciamo “malato”. Non voglio giudicare ma tante sono state le botte che ha preso la mia Mamma e mia sorella Maria Teresa, scappata a 19 anni e anche io ne ho prese tante!

Mamma Marisa  ha mollato e mi ha lasciato andando in cielo quando avevo solo 14 anni.

Mamma era severa e aveva una fretta di insegnarmi tutto: a sei anni dovevo lavare già la mia biancheria, a 8 farmi il letto, a 10 lavavo i piatti con un panchetto perché non arrivavo al lavandino e tanto tanto altro.

Sì come se sapesse che a quattordici anni avrei dovuto volare da sola. Non è stato facile, ma ero sempre allegra, cantavo (stonatissima) inventavo favole fantastiche per la mia vita futura in cui sarebbe arrivato un giorno un Principe Azzurro.

Poi a 19 anni sono scappata … ed ho iniziato una vita che comunque vedevo che mi dava sempre qualcosa di bello, ho visto sempre il bello in ogni cosa: il bicchiere sempre mezzo pieno e non mezzo vuoto!.

Il mio Lavoro che ho creato dal niente se non dal mio entusiasmo e modificato a secondo dei tempi che cambiavano e poi si, è arrivato veramente il mio Principe Azzurro, il tuo Papà Andrea che di meglio non avrei mai potuto donarti.

Lui è un Papà con la P maiuscola! Tu e lui avete una sintonia pazzesca (ce l’ha in modo diverso anche con il tuo fratellino Alfredo) ma sicuramente vi unisce un bel carattere di merda, chiuso, vulcanico, creativo, geniale, estroverso e piacevolissimo con gli altri, con me due iene.

Ma io ormai ci sorrido. Me ne batto l’anima, sbatto le spalle e vado oltre.

Anna, ieri sera ti guardavo a cena, una normale cena insieme, a volte non dai valore ai piccoli gesti e stasera non ci sarai a cena con noi.

Ieri sera con il tuo ingegno hai imparato dal tuo Papà un piatto da cucinarti, perché Lui sa anche cucinare.

Cara Anna, sai tutte le violenze, non solo domestiche, ma morali e tanto altro che ho nel mio bagaglio mi hanno portato ad essere apprensiva e nel tempo stesso tanto generosa, vorrei poterti proteggere da ogni cosa brutta, ma so perfettamente che non potrò!

Ma ormai hai 24 anni, sei grande ed io alla tua età erano già dieci che me la sbrigavo sola e sono sopravvissuta alla grande.

Vola amore mio, comunque tu sai che hai un Papà che è solido come la Roccia, una mamma che è un po’ così così, ma se chiami vola da te e un fratello che parliamone … anche Lui è il completamento di una vita per me speciale ma sappi che per te sarà il tuo futuro, sarà la persona, che se anche se litigherete, sarà la terra su cui potrai sempre contare perché Alfredo è Alfredo: pochi lo conoscono nel suo profondo essere.

Anna goditi questa esperienza, stai attenta posso dirlo (ahahah) ma vivitela fino in fondo. La vita è bella, ogni sua sfumatura ti dà tanto, non perderne neanche una.

Io odio volare, ma forse verrò a trovarti … vedremo. La porta di casa sai che è sempre aperta giorno e notte ed anche il mio cellulare (ahahah).

Ti voglio bene: sei una delle due ragioni più belle che questa vita mi ha dato: i Miei figli.

Ma presto racconterò altri doni che ho avuto!

Tutti abbiamo una strada da percorrere e la mia capisco che è splendida. Grazie vita!

Beh, mia Annina (ops mi è scappato) e anche cari miei followers, l’emozione è grande, ma ancora più grande è vedere una figlia diventare Donna.

Buon tutto Anna, amore mio!

Ma

P.S. Nessuna foto in questo racconto … sarebbero troppe per raccontare i nostri primi 24 anni … ❤️

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