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La Sampdoria torna a porte aperte: prove di ritorno alla normalità

Alessandria Sampdoria al Moccagatta

La Sampdoria torna a porte aperte: prove di ritorno alla normalità

«La gara tra Grigi e blucerchiati, in programma sabato 5 settembre alle ore 21, originariamente prevista a “porte chiuse” su espressa disposizione della della FIGC, sarà aperta al pubblico». (U.S. Alessandria)

Per la prima volta dopo 7 mesi, una genovese torna a giocare a porte aperte. È la Sampdoria di Claudio Ranieri, che disputerà l’amichevole esterna contro l’Alessandria davanti a 1000 tifosi (distanziati, con la mascherina e il controllo della temperatura).

È indubbiamente un test importante per quel che riguarda il graduale ritorno alla normalità.

Certo, è solo il primo passo: basti pensare che lo stadio Moccagatta, dove si svolgerà la partita della Samp, ha quasi 6000 posti a sedere. Insomma, 5 seggiolini su 6 saranno vuoti, a testimoniare ancora una volta che “il nemico invisibile” non è ancora sconfitto.

Ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

Le prime prove tecniche in Italia sono state fatte a Castel di Sangro, in occasione del triangolare amichevole tra Napoli, L’Aquila e i padroni di casa del Castel di Sangro. C’erano 1200 persone: ben lontani dagli standard della Serie A, dove, anche riducendo gli ingressi a 1/5 della capienza, si avrebbero comunque partite con 8, 9, 10.000 spettatori.

Un rischio che possiamo permetterci, oppure no?

Il mio parere, cari amici del blog, e che con le giuste precauzioni sia giusto ripartire. Ma quali sono le giuste precauzioni in un evento con diverse migliaia di spettatori? E soprattutto, siamo sicuri che riusciremo a rispettarle? Abbiamo visto come le norme che avrebbero dovuto regolare gli ingressi nelle discoteche sono state spesso calpestate da alcuni ragazzi o gestori poco attenti, costringendo il Governo a fare retromarcia. Succederà lo stesso anche negli stadi?

Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate, anche per farmi un’idea più precisa in merito alla questione.

Ditemi la vostra!

A cura di Tommy Imperato

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