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Lo Spezia di Vincenzo Italiano porta a scuola Genoa e Samp

Vincenzo italiano lo spezia

Lo Spezia di Vincenzo Italiano porta a scuola Genoa e Samp

Gyasi, autore del gol contro il Frosinone

Giovani di prospettiva, proprietà solida e un mister preparato: lo Spezia, dopo tanti anni di “melina” a metà classifica del campionato di Serie B, sembra finalmente aver trovato la ricetta per il successo. Dopo aver terminato al terzo posto in campionato, lo Spezia ha steso Cittadella (?) E Chievo approdano alla finale play-off. E ha battuto, nella gara d’andata, il Frosinone 1-0. Ora mancano novanta minuti fondamentali.

Novanta minuti che diranno se gli aquilotti voleranno in Serie A o saranno costretti a rimanere nella serie cadetta. La vittoria finale non è affatto scontata: il Frosinone ha un buon storico in partite come queste, negli ultimi anni ha disputato diversi campionati di Serie A e ha qualche giocatore di esperienza in più.

Ma comunque vada, questa stagione per lo Spezia verrà ricordata come la migliore della storia degli aquilotti. Anche non dovesse arrivare la promozione nella massima serie, l’ottimo lavoro di Vincenzo Italiano potrebbe consentire al patron Volpi di monetizzare cedendo in Serie A giovani di grande talento, come Erlic, Marchizza e Gyasi.

Insomma, non si può ancora dire se la Serie A avrà tre squadre liguri nella prossima stagione. Ma quello che già adesso si può affermare con certezza è che lo Spezia, almeno per quest’anno, abbia mangiato in testa a Genoa e Samp. Al di là della categoria e dei valori tecnici.

lo speziaNello Spezia di Volpi c’è tutto: valori tecnici, programmazione societaria e un’età media che consente un progetto ad ampio respiro. Cose di cui, spesso, in casa rossoblucerchiata ci si dimentica. Tra DS che cambiano di continuo, giovani ceduti dopo 12 mesi se bravi o fucilati dopo 3 partite se “acerbi”, compravendite furiose e plusvalenze (non si pensi solo al Genoa, ma anche ai movimenti in uscita – seppur più oculati – della Samp), ecco che le due squadre genovesi si trovano, ogni benedetto anno, a sperare che esistano tre squadre più scarse di loro.

Giocare “a vincere”, va detto, è molto più facile. Ma non è facile farlo come lo Spezia: una squadra che gioca benissimo, con un allenatore che ha saputo far maturare tanti giovani nonostante una partenza incerta (la prima metà di campionato fu disastrosa) e con l’entusiasmo di una piazza che mai nella sua storia ha visto la Serie A. E che ora la vuole a tutti costi. Non ho mai tifato Spezia, non so se lo farò giovedì sera. Quello che so è che la promozione sarebbe il giusto premio per una stagione giocata ai massimi livelli.

A cura di Tommy Imperato

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