Eh sì, cari amici, avete letto bene, tra un mesetto compirò 64 anni e vado al Lido di Genova da 50.
Ero poco più di una bambina, mezza vita abbondante, anzi, molto di più.
Se ci penso mi fa quasi ridere.
Il Lido mi ha vista in tutte le versioni: ragazzina con i capelli legati alla meglio, ventenne che si credeva grande, donna, mamma, e spero mi vedrà anche nonna … non subitissimo per carità, ma prima o poi lo diventerò!
Il Lido di Genova in tutti questi anni è sempre stato lì. Fermo, immobile, rassicurante.
L’ho visto trasformarsi, ingrandirsi, diventare sempre più bello.
E io, in un certo senso, sono cresciuta con lui. Tranne un paio d’estati intorno ai 25 anni, quando ho fatto la splendida e ho pensato di andare altrove.
Esperimento fallito. Sono tornata di corsa, come si torna a casa.
La cosa divertente è che quando ho conosciuto mio marito e quindi i miei suoceri, ho scoperto che anche loro andavano al Lido da sempre.
Non li ho conosciuti lì, sia chiaro. Li ho conosciuti dopo e abbiamo scoperto di avere questa passione in comune da decenni, senza saperlo.
Vedete il destino, chissà magari io e il mio Andrea abbiamo fatto il bagno in piscina senza conoscerci!!
E poi sono arrivati i miei figli. Per loro il Lido è stato l’infanzia.
I tuffi in piscina, le bancarelle fatte per gioco, i gelati che si scioglievano prima di arrivare alla sdraio. Per loro il Lido non è un posto dove si va al mare. È il mare.
A 64 anni, con 50 di Lido alle spalle, posso dirlo con ironia ma anche con un po’ di commozione: ci sono posti che visiti e posti a cui appartieni.
Io al Lido appartengo. E credo che anche lui, ormai, appartenga un po’ a me! Festeggieremo le nostre nozze d’oro brindando alla vita!!!
A cura di: Mariangela Guido Facebook Instagram
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