Permettetemi un po’ di mera poesia in quest’epoca buia.
Sotto l’ippocastano della Trattoria del Bruxaboschi a San Desiderio, dove le radici antiche affondano in storie sussurrate dal vento, un nettare divino dimora.
Non è solo vino, ma un frammento di sogno, un sorso di magia distillato dalle lacrime delle fate e invecchiato nel cuore di querce millenarie. Grazie Giovanni!
Con Giovanni nello scorso articolo avevamo già parlato dell’azienda Terrazze Singhie.
Oggi torniamo a Savona dove i filari si arrampicano con audacia e la natura selvaggia si fonde con la mano dell’uomo, per approfondire la loro conoscenza. Scopriamo: TreCrù e Lumassina Di-Bosco.
Il TreCrù nasce dall’abbraccio di tre nobili appezzamenti di Vermentino, custodi del vento di Finale Ligure. Nel suo cuore, un sussurro del 5% di Lumassina, un tocco segreto che risveglia l’anima con una carezza di vibrante acidità.
Per la vinificazione, la metà delle uve viene pigiata e fatta fermentare con bucce e raspi.
L’altra metà, invece, viene pigiata e diraspata, fermentando solo con le bucce. Entrambi i processi avvengono in barrique aperte. Sentori intensi e profondi per un vino che si dimostra indimenticabile all’olfatto e al palato.
La Lumassina è un amore che sboccia al primo bacio, ops scusate … al primo sorso!
Il suo colore, un eco del sole in un mattino estivo, ti rivela la nascita di un piccolo capolavoro.
I profumi, portando con sé l’anima delle erbe aromatiche: timo selvaggio, rosmarino, e una brezza salmastra che danza. Sotto, sentori di mela verde e agrumi. In bocca il giusto compromesso tra profondità e avvolgenza e sapidità e freschezza ti fanno sorridere e vivere di poesia!
L’abbinamento? Giovanni mi puoi portare un assaggio dei vostri cappellacci ripieni di melanzane conditi con burro e salvia???
Grazie Bruxa … ogni cosa da voi è poesia!
cin cin!
a cura di: Letizia Miraudo
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