È inutile girarci troppo intorno: se la Liguria avesse un sapore sacro, sarebbe senza dubbio quello delle sue acciughe.
Questo straordinario pesce azzurro, storicamente definito “il pane del mare”, è uno dei pilastri più versatili e nobili della nostra cucina.
Personalmente io le amo in tutti i modi, ma credo che quelle che vadano per la maggiore siano le acciughe fritte…
Come potrebbe essere il contrario? Voi che team siete? Infarinate o impanate? Nel dubbio, basta che siano pescate nel nostro splendido Mar Ligure e, soprattutto, che siano innaffiate dal vino delle nostre terre! Accidenti alla golosità!
Se cercate il paradiso della tradizione, la bussola vi porterà dritti a Genova, da Pastaio Salvatore.
Un vero punto di riferimento per i buongustai, celebre per i suoi incredibili successi gastronomici: la sua pasta fresca è leggenda, ma è con il pesce locale che Salvatore compie autentici prodigi.
Da lui ogni desiderio trova risposta, perché le acciughe si trasformano in pura magia culinaria, declinate in versioni che vi faranno perdere la testa!
Followers di Mariangela, tranquilli! Anche oggi mi sono sacrificata io per voi, assaggiando un’acciuga ripiena e fritta.
Vabbè, che ve lo dico a fare? Un vero capolavoro di croccantezza e morbidezza!
Queste acciughe dai sapori intensi e avvolgenti vanno onorate con un vino di altrettanta complessità, in grado di abbracciare il palato e trascinare la mente altrove.
Dove troviamo questa sinfonia?
Alle Cinque Terre, in un vino omonimo nato dall’ingegno del mio grande amico Heydi Possa, sinonimo di perfezione enologica biologica ed eroica. Un calice marino, sapido e vibrante, capace di sposare la struttura del piatto.
Il Pastaio Salvatore, d’altronde, con il pesce azzurro si diletta in innumerevoli ricette da maestro: dalle acciughe marinate a quelle in carpione, dal fritto dorato fino al ripieno tradizionale.
Ogni composizione diventa assoluta golosità, un viaggio sensoriale a cui è impossibile resistere!
Cin cin!
A cura di: Letizia Miraudo
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