Vino o cocktails? Ardua è la missione che mi hanno affidato dalla redazione!
Chiedere a una purista del vino come me di scrivere di cocktail? Rischio enorme!
Nel mio DNA scorre il tannino, mica il gin!
Eppure, insieme a Filippo Pedemonte, ci siamo tuffati nei drink estivi più iconici per un aperitivo da sogno con i piedi immersi nel Mar Ligure e il viso sfiorato dalla brezza salina.
Ad aprire la nostra classifica, al sesto posto, c’è il mio preferito in assoluto: il Margarita on the Rocks. Tequila, lime e Triple Sec regalano un equilibrio pazzesco tra freschezza e potenza gustativa, anche se per la spiaggia risulta forse un tantino impegnativo.
Sale al quinto posto l’Old Cuban, una chicca dove la presenza del rum s’intreccia con un goccio di Champagne: elegante, seducente e perfetto per un brindisi al tramonto. D’altronde, la bollicina francese ha sempre il suo fascino e sta bene davvero su tutto!
Sfiora il podio ma si ferma al quarto posto la celeberrima Piña Colada. È il drink tropicale per eccellenza: cremoso, avvolgente e super estivo con il suo abbraccio tra rum, ananas e cocco, anche se alla lunga rischia di essere un po’ troppo dolce.

Medaglia di bronzo per la Caipirinha, il classico brasiliano a base di cachaça e lime che sa subito di vacanza, sole e spensieratezza, perfetto per chi cerca un carattere fresco ma decisamente malizioso.
Sorpresa totale al secondo posto con il Batanga. Qui perdonate la mia ignoranza sommelier, ma ho dovuto chiedere aiuto a Google!
Ho scoperto che è un pilastro della mixology messicana! Tequila, lime, bordo salato e Coca-Cola (nel mio caso rigorosamente Zero, che le calorie preferiamo tenercele per il vino!).
Sul gradino più alto del podio trionfa l’incontrastato re dell’estate: il Mojito.
Un’icona intramontabile a base di rum, lime e zucchero, dove basta sentire il profumo della menta pesta per ritrovarsi subito in modalità vacanza.
Insomma al dilemma vino o cocktails … sinceramente trovo difficoltà a trovare la risposta, sarà perché sono in vacanza?
Caro Filippo, non è che alla fine riesci davvero a convertirmi alla mixology?
a cura di: Letizia Miraudo


