Vivere da solo a 16 anni

Vivere da solo a 16 anni

Vivere da solo a 16 anni 

Vivere da soloCari amici della Mari, é iniziato il mese di novembre e, con il periodo particolare che stiamo vivendo, volevo trasmettervi qualche minuto di spensieratezza parlandovi un po’ della mia storia. Infatti, oggi Vi racconto di un’ esperienza che ha cambiato totalmente il mio modo di vivere e relazionarmi con gli altri.

Viaggiare è una delle opportunità migliori per crescere, conoscere nuove culture e soprattutto per capire come gira il mondo.

Sin da piccolo, uno dei miei più grandi desideri era quello di provare l’ebrezza di vivere in un paese che non fosse quello natale, sebbene amassi e ami tutt’ora le mie radici e la cultura della mia Italia. Sono sempre stato un bambino molto curioso, a cui interessavano l’ignoto e le nuove esperienze, provare quella sensazione nello stomaco di adrenalina e paura allo stesso tempo. 

Crescendo, ho realizzato che questa sensazione era sempre più presente in me e volevo mettermi finalmente in gioco.

In casa, i miei genitori e mia sorella hanno sempre saputo di questa mia curiosità di scoprire posti nuovi, vivere esperienze di tutti i tipi e, devo dire, che non sono sempre stati convinti di questi miei desideri.

Adesso, se ripenso a tre anni fa, capisco che questa non totale convinzione era dettata dalla paura: paura che mi allontanassi da loro, che maturassi troppo velocemente e che non vivessi un’adolescenza come gli altri miei coetanei.

A 16 anni sono partito per la Scozia, con una valigia più grande di me e con tanta voglia di vivere un’esperienza completamente nuova.

Vivere lontano da casa, ma soprattutto dalla tua famiglia e amici, è rischioso: può essere il momento in cui capisci cosa vuoi fare e chi vuoi essere, oppure capire di non essere ancora pronto ad “allontanarti”.

Io per fortuna ho avuto l’appoggio da parte di tutta la mia famiglia e dei miei amici, che mi ha sicuramente aiutato a vivere l’esperienza al meglio.Vivere da solo

Forse sembrerà assurdo per molti di voi, ma ho capito il valore di ogni piccola cosa: a partire da un semplice buongiorno, un abbraccio o trascorrere del tempo con le persone che amo, parole e azioni che non ho più sottovalutato.

Durante l’anno non nascondo di essere stato male, anche se, probabilmente sbagliando, non l’ho mai dato a vedere, ma tutto questo mi è servito per capire di essere capace di cavarmela da solo, senza l’aiuto di nessuno.

Ho capito che si può essere felici e che dipende tutto solo da noi; per questo motivo, circondiamoci di persone che ci fanno stare bene, che amiamo e di cui ci possiamo fidare.

Sembrerò esagerato, ma adesso vedo tutto da un’altra prospettiva, pronto a vedere cosa il futuro mi riserverà e a cambiare quello che non mi piace. 

Da solo e con gli altri.

A cura di: Filippo Cartasegna alias Fiu